PIETRO LECCESE

LA LIBRERIA URBANA COME MEMORIA DEL LUOGO. 2008
Studio di performance per Lecce IDEA&DESIGN

In una piazza desolata si dispone una serie di librerie usate, oggetti vecchi e irrecuperabili; queste vengono messe in fila secondo geometrie casuali o meno. Devono essere il più possibile a giorno. Se ci sono dei contenitori bassi, all'interno verranno messi dei cuscini per accomodarsi. Delle sedie ogni tanto saranno accostate alla libreria.

Verrà chiesto ai passanti di scrivere su un foglio una parola che secondo loro identifica la città di Lecce, o uno dei suoi luoghi privilegiati, o, semplicemente, una parola che in quel momento identifica il suo stato d’animo: può essere il nome di un luogo, un verbo, un avverbio, una parola che a giudizio e in maniera personalissimi, forse anche incomprensibili, identifichi quel momento. In sequenza verranno messe queste parole, scritte in grande, in ciascun ‘buco’ della libreria, quasi a coprire un vuoto e inserire un tassello in un disegno ancora ignoto e incomprensibile.

Una storia, un racconto, un lungo concatenarsi di pensieri apparentemente collocati in maniera illogica, emergeranno dalla libreria urbana, contenitore di sensazioni e segrete identità, temporanee e temporali, manifestazione però della città nel senso più vivo e collettivo.

Sporadicamente appariranno delle caselle vuote delle librerie, che ospiteranno bevande calde, cibi freschi di ristoro, o immagini rubate alla città nel quotidiano tram tram, o ina alternativa, foto che ritraggono personaggi storici o panoramiche non attuali della città.

 

 

Designers:

Francesca Mistrangelo, Roberto Monte, Melina Novello, Michela Ricciotti, Gianni Verna.