2006

Aprile 2006

Salone Satellite


Nel 2006 CDG intraprende un percorso nuovo, non più mera condivisione di tematiche ed intenti, ma un'indagine comune approfondita degli scenari urbani contemporanei e dei comportamenti sociali, del singolo come della collettività, nei luoghi cosiddetti "pubblici".

Bologna, Salerno, Milano. Il CDG indaga i movimenti che come vettori attraversano le città, scruta le sue pause...tenta di decodificare le leggi, matematiche e non, sottese a queste tracce, cerca un rimedio, un monito, un messaggio che riporti la gente in città, nelle strade, nelle piazze, allo scopo di ripristinare un "vivere sociale" e non solo di attraversarle, passare, andare altrove.

Abbiamo definito 'Stanza urbana' il contenitore tematico della ns. ricerca sulla città odierna, intesa come spazio territoriale, teatro delle azioni/situazioni quotidiane, crocevia di flussi. Questa ricerca parte dall’analisi di un disagio contemporaneo, recepito come perdita di identità nella fruizione di spazi urbani alienanti e alienati. Ciò che si compie nella stanza urbana è un riappropriarsi di questi spazi, quello che noi definiamo come  ‘addomesticare’ la città. La stanza urbana è un gesto: portare la domesticità fuori dai confini della casa. La casa nella città.

Il nostro studio parte dall’ESTERNO, il territorio urbano, e si esplica in duplice modo: attraverso un’ analisi per immagini, scatti rubati di scenari urbani e attraverso ‘performance’, ovvero azioni cittadine con oggetti di casa, situazioni che invitano a superare la dicotomia urbano/domestico, esterno/interno.

Lo spazio è ciò che arresta lo sguardo (G.Perec Specie di spazi).

Le riprese delle performance e l’azione sulla scena rendono noi per primi attori consapevoli di questa sperimentazione che è in continuo divenire.

La sintesi di questo percorso avviene attraverso Paolo.a, una seduta da esterni in DuPont™ Corian® - realizzata da Andreoli - che conserva, tuttavia, una riconoscibilità da oggetto da interno, e in quanto oggetto fisico contribuisce a  creare uno spazio-sensazione.Lo scopo dunque è che si costruisca una nuova dimensione da abitare, la nuova situazione.

Perché ‘Paolo.a’?

Perché Paolo, Paola, etc. siamo tutti noi, è l’espressione di una socialità sempre più confinata negli ambiti del focolare domestico anziché essere vissuta nella sfera delle relazioni/interazioni umane nel contesto urbano.

Paolo.a viene presentata per la prima volta al pubblico in occasione del Salone Satellite 2006 all'interno della Fiera Internazionale del Mobile di Milano.

minisito dedicato http://www.paoloa.it

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